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JEU DE BALL C'EST FINI

 

Progetto nato nel 2015, durante la permanenza nella città di Bruxelles. Diviene una mia abitudine frequentare la piazza Jeu de Ball, nel quartiere Midi, dove ogni giorni un "mercato delle pulci" si propone un frammentarsi di provenienze geografiche orientali, africane, nordeuropee che alcuni su banchetti, molti altri direttamente su grandi teli stesi per terra, espongono migliaia di oggetti ritrovati nelle case e nel tempo andato. Pezzi di vite altrui, raccolte senza attenzione e cura alla rinfusa, e accalcate in scatoloni di cartone o per terra. Al termine del mercato molti venditori per evetirare di riportare via quegli stessi oggetti venduti a pochissimi denari, e che in quella stessa giornata hanno perso qualsiasi se pur minimo valore, iniziano a gridare ripetutamente C'est fini! C'est fini! C'est fini! come un mantra, come una sirena, come insegnale in cui tutto è ulteriormente finito. Il valore non c'é più, la storia non c'é più, il tempo non c'é più. C'est fini!  A quelle grida altre centinaia di persone si affollano come gabbiani sui pescherecci che pasturano, gli spazi vuoti spariscono, persone chine a raccogliere ciò che rimane, brandelli degli stessi oggetti vendono presi e strappati dalle mani uno dell'altro, soppesati, rigirati, a volte portati via, a volte nuovamente lasciati cadere a terra, perdendo ogni briciolo di rimasta dignità. Questo fino a che il branco termina il pasto, finchè non c'é più nulla, buttato a terra, di sufficientemente utile che almeno gratis possa essere salvato ed entrare in un'altra casa.

Ho raccolto i resti dei resti, simboli di così tante vite e realtà. Su quelle immagini ho dipinto un "nuovo strato", per restituire dignità e un nuovo percorso, immaginando emozioni e storie su quegli sguardi e vetri rotti. Ho voluto proseguire la strada di quegli oggetti aggiungendo la mia visione e lasciandoli andare oltre. I futuri si aprono nuovi su quei passati.