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DEEP NESTING

 

Uomo post terrestre: "Cos'è questo, un cesto? un groviglio? un nodo?"

La Natura risponde: "È un nido"

Uomo post terrestre: "Ma cos'è? un ingorgo di vene? un germoglio di galassia? "

La Natura: "È un nido".

Uomo post terrestre: "A cosa serve?"

La Natura: (socchiudendo gli occhi) "A riposare quando non voli".

Uomo post terrestre: "A poi a cosa serve?"

La Natura: "A costruire il domani".

 

 

La dimensione naturale e antica della costruzione del nido, diventa simbolo del fare incessante, del cambiamento della costruzione dei tasselli di vita che ci si formano davanti ai piedi, come un passaggio di pietre sopra un fiume. È un gesto antico l'intrecciare fisico di giunchi o rami che ricorre in ogni civiltà umana e in ogni suo tempo, e la naturalezza degli uccelli che compongono con pazienza meditativa e perizia altissima un luogo dove deporranno le uova e dove la loro specie andrà avanti nelle generazioni. Il nido diventa elevandosi a simbolo un gesto di vita, fine a se stesso, la spinta ancestrale alla costruzione, che sia poi di un alcova, di un giaciglio per la propria morte, o di una costruzione spirituale per la prova evoluzione, sta in ognuno di noi a trarne il segno.

In Adolescence, il nido scende nell'identificazione con una fase delle età umana che è l'adolescenza, l'intensa inquietudine attua la trasformazione fino a incendiarsi e confonde fuoco e intenzioni e germogli. In Big Iron Mama, è lo stesso comporre e aggrovigliare che diventa ritmico fino a trasformarsi in tessitura, e diventare creazione gestuale, materico e doloroso come può essere intrecciare 10 chilometri di filo di ferro fino a crearne una sorta di piccola galassia in grado di accogliermi. In Album_ Turning Nest, la sovrapposizione di tempi diversi in cui la forma si compone ( e si scompone) in un a visione possibile infinita.

Il grande Nido di resti nasce dal concetto di costruzione e dalla reale e fisica raccolta dei resti ( la Trapera da Donne che corrono con i lupi di Clarissa Pinkola Estés), ovvero i frammenti delle pellicole che utilizzo per miscelare i colori quando dipingo, che poi disseccati e raccolti, simbolizzano le briciole della mia espressione passata. Vengono raccolti come le ossa della mia morte quotidiana, e testimoniano la costruzione del nido esistenziale.